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Come il Lockdown cambia l’assetto assicurativo? Smart Working e Cybersecurity: opportunità e scenario di rischio

Lo smartworking cambia il lavoro del futuro, ma può comportare un maggiore rischio per le imprese?

Continuano gli appuntamenti settimanali con Giorgio Grasso, Senior Partner dello Studio Batini Traverso Grasso & Associati, e membro della Giuria degli Italy Insurance Awards 2020, per analizzare gli impatti della Pandemia sui diversi tipi di Polizza; questa settimana analizziamo gli impatti della pandemia sulla Cybersecurity e sui nuovi rischi per le aziende.

Segue anche un contenuto di Amissima, su come ha risposto a questo tema attuale e molto “sentito” dal mercato: il bisogno di tutelarsi dagli attacchi informatici.

Smartphone, tablet e computer consentono di aumentare la produttività, ma espongono le aziende al rischio di attacchi informatici. Lo smartworking cambia il lavoro del futuro, ma può comportare un maggiore rischio per le imprese?

Non si può sottacere il possibile aumento di sinistri cyber.

E certo non come conseguenza diretta del contagio, ma come conseguenza dello stato di emergenza globale e del fatto che molte organizzazioni hanno consentito ai propri dipendenti di lavorare in modalità smart, da remoto, senza, tuttavia, un sufficiente grado di consapevolezza dei rischi legati alla sicurezza IT e delle reti, anche in termini di GDPR.

Non a caso, l’Interpol ha lanciato un allarme globale alle organizzazioni sanitarie in merito agli attacchi informatici di tipo “ransomware” attraverso i quali i cyber criminali bloccano i sistemi informatici di strutture ospedaliere e servizi medici impedendo l’accesso a file e meccanismi vitali finché non viene pagato un riscatto. Ed è quanto avvenuto recentemente per lo sventato attacco hacker allo Spallanzani di Roma.

Vi è da dire che la percezione dei rischi cyber è in aumento anche in Italia, ma ancora insufficiente: basti pensare che solo il 19% delle aziende si tutela con delle specifiche polizze sui rischi informatici.

In questo frangente, molte imprese hanno adottato lo smart working senza aver prima organizzato un adeguato piano di sicurezza informatica. Quanti di noi hanno mai cambiato la password del Wi-Fi di casa da quando è stato installato? Il lavoro in smart working diventerà parte della vita lavorativa di molti, ma necessita di una specifica organizzazione e richiede un certo periodo di apprendimento.

In questi giorni la Polizia Postale sta registrando un incremento importante di tentativi di cyber attack, di phishing e di truffe. Oltre a sfruttare queste situazioni ancora improvvisate di lavoro da remoto gli hacker cavalcano il panico che l’epidemia sta generando nelle persone.

In un momento critico come questo, l’effetto di un attacco cyber o di un furto di denaro è potenzialmente devastante: in un’organizzazione distribuita in smart working diventa ancora più difficile capire prontamente la situazione e reagire di conseguenza.

Con il supporto di consulenti specializzati è consigliabile avviare degli specifici servizi di compliance ed assessment organizzativi e tecnologici sulla sicurezza informatica, da un lato, e le più efficaci coperture assicurative sui rischi cyber, dall’altro.

Non dimentichiamo che una buona polizza cyber non copre solo dai danni a terzi (cd. componente third party), ma associa altresì utilissimi strumenti di assistenza per l’assicurato (breach response, assistenza legale, IT forensic, breach notification, public relation).

 

In merito a questi aspetti pubblichiamo un contenuto di Antonio Scognamillo, Direttore Centrale Commerciale di Amissima, per capire come Amissima abbia già individuato quest’area di rischio Cyber e come abbia risposto con un'offerta adeguata ed efficace alle nuove esigenze del mercato.

L’Italia è un Paese tradizionalmente sotto assicurato; al contempo, i rischi – soprattutto per le imprese – sono aumentanti e si evolvono nel tempo. 

“La tecnologia è sempre più semplificata, immediata, pervasiva – afferma Antonio Scognamillo, Direttore Centrale Commerciale di Amissima -  ma questo ci espone potenzialmente ad una serie di rischi: infatti la stabilità delle imprese ne potrebbe risentire, per questo si rende fondamentale la consulenza assicurativa quale strumento di prevenzione e tutela contro possibili minacce.”

“Il periodo di lock down  - prosegue Scognamillo - ha messo in maggior evidenza il rischio nell’utilizzo massivo ed intenso di reti e strumenti di connessione informatica. La crescita del 400% di frodi informatiche nel primo periodo di emergenza ha evidenziato quanto importante sia la tutela dei dati, il comportamento prudente e l’esistenza di una adeguatamente robusta copertura assicurativa, magari dotata di una buona componente di assistenza”

Amissima, in largo anticipo rispetto al momento di picco, ha individuato quest’area di rischio come determinante per la vita di un’impresa e necessario complemento dei comportamenti del professionista.

Dallo scorso anno infatti, Amissima risponde a questo tema attuale e molto “sentito” dal mercato, al bisogno di tutelarsi dagli attacchi informatici e gestirne le conseguenze in modo professionale, con “Cyber@missima”, una soluzione evoluta dedicata alla protezione dagli attacchi informatici per PMI e professionisti. 

In conclusione Scognamillo sottolinea “Questa tipologia di prodotto tutela il patrimonio dell'impresa per danni a terzi e per danni indiretti da interruzione o sospensione di sistemi informatici, oltre a rispondere dei danni diretti che sia tenuta a sostenere in caso di accertata violazione dei dati, così come i costi legati alla cyber-estorsione”.

Incontra Antonio Scognamillo il 16 luglio e il 17 novembre a Italy Insurance Forum.

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